Ponendo un punto fisso
e ben nascosto sul tuo profilo ingiallito mi accorgo attonito che le
parole sono lontane dai gesti, risuona nel mio inconscio un pensiero
sepolto ed è questo il motore delle mie assurde confusioni.
Ti vedo ancora
passeggiare incappucciata per le nostre vie e chissà se ancora ti
ricordi di me.
Passa un altro giorno
nel tempo che non esiste ed allora ti chiedi insolente se sprechi
cosa, diamogli un nome a questa inesistente dimensione vissuta e
cresciuta coi nostri patemi d'animo e con le nostre gioie
inconcludenti.
Non so davvero se
ancora mi pensi se il tuo mondo così vicino al mio si è ormai
dissolto senza mai venire al dunque.
Nel silenzio tu chimera
eterna non ricordi e gira la banderuola, il pensiero è sempre di
traverso dove quel punto è l'unico immisurabile granello che ci
tiene ancora uniti e di cui tu forse non hai più memoria.
Non puoi dimenticare
quando schivavi i miei passi d'amore, quando non c'era altro che
amicizia tra noi, quando assaporavamo l'anima dell'assoluto quella
notte da soli seduti, quando ascoltavamo le nostre parole, i nostri
monologhi erano inconfondibilmente l'uno per l'altro, con te tornerei
a quell'epoca lontana, in un attimo le cose cambierei, ma il passato
è dell'oggi il domani.
pupf
| inviato da
Dichter il 9/2/2012 alle 20:28 | |