.
Annunci online

 
dichter 
Giovanni Di Rubba
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
 
  cerca

BLOG "http://dichter.ilcannocchiale.it/", AUTORE DEL BLOG DOTTOR GIOVANNI DI RUBBA. GLI SCRITTI, IN LIRICA ED IN PROSA, PRESENTI IN QUESTO BLOG SONO OPERA DELL'AUTORE DEL BLOG, DOTTOR GIOVANNI DI RUBBA, E DI SUA PROPRIETÀ.


 

diario |
 
Diario
1visite.

7 gennaio 2016

Seduta ai bordi del domani

           

Seduta ai bordi del domani

sorseggi l’ultima

verità

antica

e sola nella notte

nuda

che

respira come chi

rispecchia stelle e

ha perso il sonno e i sogni

nel via vai

di pagine

ingiallite

 

sei lo specchio del futuro

e il volto

che

non cerca

assetato

e vive come l’ombra del passato

 

pioggia

sullo sfondo.

 

E appari lucida

le spalle alla rinfusa

coperta dagli assensi

come avverbi

datati

e tanto magici inviolati

 

così respiri

la speranza del perché.

Poi chiedi

l’ultima gasata

del sogno senza sostanza

né apparenza

ma vivido

come linea melodica

ascendente

e soffio di questa vita

 

consistenza nella inconsistenza.

 

Sei tu alma mia

sei tu il confine

tra bolle di vetro

e consonanti

stili e rese

paradossi

e viole

di cui sai.

 

2 gennaio 2016

Il respiro del tuo viso

           

Il respiro

del tuo viso

l’ultimo orizzonte

dalla sabbia scosso

nel silenzio

che alberga muto

in me,

oramai non c’è

che l’illusione,

quella croce

rosea

del cuor

deluso

dal peregrinare

stanco

tra note d’assenzio

come tra me e te.

 

Silenzio.

 

Ed il respiro aumenta,

tenebra sull’asfalto

è il mio sogno

che scarno

svilisce in sé

solo per

contemplare

l’immagine riflessa

di te immobile

alla parete

deserta

e tantrica

inversa

muro d’oblio

 

e sei tu già qui

attesa amica,

sai ciò che non dici

perché nel vuoto

dell’esistenza l’ultima trama

è la mia.

 

E tu sorridi

terribile

la mia delusione

nel vedere

l’ombra tua

che si allontana

e tenebra ancora

è ora in me.

 

Quando allegra dici

senza parole o pronuncia

che

sono al di là

della comprensione

e per ciò stesso

steso,

chiaro, evidente

al di là

del piacere

è la mia apparenza

come ostacolo

inutile,

inciampo,

voce sorda

e naufrago

 

al tuo sorriso,

inutile

sono frastuono

fastidioso

 

ma tu sei lì

anche senza me

docetica

come mandorla

dischiusa

 

sei perfetta.

31 ottobre 2015

Berecyntia

           

Memorie oscure (dialogo notturno)

" nobiltà nata nel fango

alto disonore!"

 

 intrepido pullulare ardente di

 passione, gaudio genealogico ed

 intenso, scosceso sentiero di

verità celate, disonore

intatto,

nobiltà spezzata, fare altero

 evidente ed indissolubile.

 

" Angelo di bontà conosci l'odio,

i dubbi terrori di quelle orride

nottate che comprimono il cuore

come carta spiegazzata?"

 

conosco il lento venir meno dei demoni incantati che gioiranno fragili

all'ascesa dell'oscurità celtica,

che aspettano impazienti che un veltro

li trapassi

e li scrolli docili verso l'infinito.

rev:

"Oh notte senza stelle, oscura notte "

tiepida risplendi luna pallida mentre contemplo la tua immagine riflessa sulle acque

"La notte irresistibile, la nera umida notte, la funesta notte di brividi percorsa, ormai  consolida il suo dominio"

e le celtiche genti indomite danzano sotto il lampadario minuzioso e fioco di speranze mentre si eclissa l'ultimo barlume e l'occidente cede il passo alla potenza oscura

 

 

 

Immago a tarda sera

 

Sguardo inclinato verso il sole

proteso all'imbrunire il tuo ardore

che già sul mio corpo

è notturno tepore

indiano.

 

Dolci sono i tuoi occhi al far della sera

incanto gelido il tuo leggero abbraccio

sogno: vederti tutta splendida

l'entusiasmo dà forma a questa immago eterna.

 

O pensiero che falco su cime s'innalza,

a due passi dal docile viso scomposto

in eterno pensando al dolce sguardo maledetto,

 

superando i confini del tempo alla fine sentirai

il dolce suono, vento tra capelli.

 

 

 

Intorpidito da te

 

intorpidito da te

e dallo sguardo silente

di ricordi sbiaditi

e tesi al vento

 

è un attimo

e compare multiforme

la tua figura

in un sussulto intrepido

vorace e dolente

 

sono solo parole

che si arrestano dinanzi

al tuo incauto gesto

folgorante

 

e resta il tuo docile volto

indissolubile

 

 

Gelido cobalto

 

gelido cobalto

dipinto di assenzio

in gaudiose vittorie

etiliche

incantate dal supremo colore

intorpidito dal pallido

incarnato che cede alla sera

i misteri,

al chiaro contatto

di un raggio di luna.

 

 

Apparenza terribile e lucente

 

 

apparirà

sintetica,

intraprendente lemma silente,

 

apparirà

un tepore nel cielo

senza preavviso,

dico sul serio

 

stringendo nei pugni

il tuo velo sospeso

di inquietudine

 

cambierà tutto

come solo

un arido sentiero

ha

breccia nella voce

 

dimessa, un po' cupa,

nostalgica;

 

intorpidito ogni furore

sono strade,

intenta al suicidio

di catrame

che sfiora ad ogni ora

il tuo buon umore,

 

e senti dolente

il mutamento

della pioggia.

 

 

 

Ricordo fulmineo

 

 

dagli occhi incauti

mal dimessi

al silenzio

loquace come fluido

diluito

e tenebroso

di pensieri impuri

che m'invadono

e che si inchinano

al tuo apparire

furiosa

in estasi per un ricordo.

 

 

Fede notturna

 

 

Il capiente cofanetto

di gioie perdute

sperso tra rime

che solfeggi sussurrati si fanno

sbiaditi tra le dita.

 

Pensieri stanotte

di fughe astrali,

storie da seppellire nell'oblio babelico

mentre si impone pallido e scarno il tuo volto

spinto dal silenzio dell'ultima nota addormentata

sui tuoi seni disillusi aneliti di vento.

 

Ritorni assopita

mi guardi stupita,

il domani dell'oggi è figlio del mio desio

e il cuore indelebile su carta tracciato.

 

 

Sonnambula silvana

 

 

L'inverno sboccia dai rami,

scende rugiada nottambula

ad occhi sciupati

svogliata sorprendi,

è già ora.

 

La storia, la nostra,

non la racconto io,

soltanto tiepidamente la sfioro

per non svegliarti,

 

ma riapri gli occhi a fessura

sei tenere tra le mie mani

dolce bocciolo silvano.

 

Gaudio improvviso è madore

sul tuo corpo sigillato,

effluvio e vento tra fronde inerpicate

di capelli furenti.

 

Ecco,

si cristallizza il momento,

tu voltata verso il mare d'inverno,

la veste di lino traspare

inaudita precipiti tra braccia indolenti.

 

 

 

 

Fuga

 

 

Prendiamoci per mano
e chiudendo gli occhi navighiamo
traversando correnti di mari lontani,
ed anche se più tardi del previsto
al fine giungeremo sulle rive
calde del nostro mondo.

Poi, senza remissioni,
ascolterò parlare per davvero
il tuo candido cuore
che, anche se in silenzio,
mi saprà dire cose
che tu non hai mai detto.

E sarai già brilla,
le tue parole fuoco e argento,
sole e vento
dalle corde vocali.

E sarai ancora più bella,
il tuo vestito dalle bordature viola,
non ti sentirai sola.

Dalla sera alla mattina
non avremo più paura
ed il nostro spirito più vero
darà corpo al pensiero
che, brulicando tra le rovine,
sarà più libero di quanto credi,
urleremo sino a tardi.

E poi verrà la notte
e tu sfinita cadrai sul guanciale
con una forza animale.
Ed io cogliendo l'attimo
carezzerò la pelle,
soffici saranno le stelle
che dai tuoi fuochi accesi
cadranno più cortesi
sul mio braccialetto.

Illumineremo il cielo
con un arcobaleno di diamanti
dagli zigomi striscianti
che toglieranno il vero,
il buono e il giusto
dalla nostra mente,
zigomi di serpente.

E, come dei bohemiens,
non ci cureremo del passato
né tantomeno del futuro,
vivremo coscienti
solo di essere noi stessi.

Ma non sarà poi il giorno a svegliarci
col suo soffice e sottile filtro di luce,
sarà un repentino mutamento
della temperatura del nostro corpo.
Saremo ancora mano nella mano
e i baci, baci, baci
investiranno il corpo
come sopra come sotto.
Però la nostra forza tremante
cadrà sconfitta a terra.

Il circolo ondulatorio della testa
intorno ad un oggetto fisso,
che poi è lo stesso,
ci renderà più lenti
nei movimenti.
Il flusso di ricordi
sarà annebbiato da dimenticanze
a vivide alternanze.
Le nostre ali spezzate
saranno rinnegate
dagli altri
ma risorgeranno dal nulla.

E la fonte blu cobalto
stenderà sul tuo smalto
uno strano desiderio.

 

 

Berecynthia

 

Nube d'assenzio discende lieta sulle tue forme perfette, un nuovo giorno avanza e si dipinge lo spettro della vita tra storie colme di verità, anzi la venuta di mille colori esplosi tra i rami spogli, un desiderio, rompe ogni attesa e si impreziosisce la tua fragilità, un simpatico refolo ti schiarisce la voce e la realtà bianca e pura è il tuo potere, il solito crescendo tra le foglie è l'apparenza dei tuoi capelli di rame, dei tuoi sogni innocenti e dei tuoi cenni perversi di generalessa alla mensa del sapere con l'elmo e il candore di parole ferme e frementi mentre scorre il tempo e resti la ragazza di sempre, la dominatrice di ogni sussulto e di ogni canto.
In cima al monte bendata sei il refrigerio dei miei pensieri, la fonte dei miei desideri, passano i mutamenti, ritornano all'origine anche quelli, ai ricordi dai forma e vita, unito al cielo il tuo fiato gelato, congiunzione dello spirito tra labbro e fronte, segnali occulti tra i righi, spazi che colmano le indecisioni, chiavi svogliate e da te sincronizzate, mantieni il tono di voce e impassibile ti addentri tra i tuoi trastulli artistici, creature immortali alla tua sinistra, stendardi e simboli a destra, mille diademi e l'assoluto poggiati sul capo, sospeso il giglio e l'acacia tra i denti, il leggio lì innanzi emana leccornie d'incenso, è tutto pronto, ogni cosa al suo posto, inizia il folle e ardito sbarco.
L'attimo di silenzio è riprodotto dal verbo muto, l'aura alle tue spalle si infiamma, si inerpica il violaceo riflesso, tutto è stato detto, togli il velo del giulivo e del tragico incanto e si arresta il flusso, si intorpidiscono i sensi, voci lontane sono un unico coro e la linea delle cinque sostanze un'unica barriera di forza, l'uno invisibile diviene percepibile.

 

 

...ed ora, reduci da quest'ennesima

crociata

siamo striscianti ma con gli occhi al cielo...


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. memorie oscure notte stelle notte senza stelle oscura notte oscuro eraclito eraclitee nobiltà fango baudelaire verlaine dialogo notturno intrepido pullulare genealogia genealogiche gioie bastioni bellici verità celate alto disonore berecincia berecinzia bercyntia berechyntia berecynthia angelo bontà angelo di bontà tetre notti genti celtiche celtiche celti druidi druidetta cerzione demoni veltro trapassi consensione scrollare scrollo scrollo verso l’infinito dialogo sognante oniricità suadente lampadario minuzioso stelle sidereo sideree verità verità celate lampadario minuzioso delle stelle acca acca muta occidente potenza oscura religione dei mari occidente cede alla potenza oscura tepore notturno indiano estate indiana tundra tundra partenopea immago immago a tarda sera pensiero che falco s’innalza pensiero sensibile intellegibile aquila acqua fuoco vento spirito anima mundi confini tempo confini del tempo suono dolce suono docile docili capelli capelli capelli smossi scossi ventro tra capelli docile volto indissolubile intorpidito intorpidito da te catrame gelido cobalto blu metilene etiliche vittorie etiliche estasi ricordo ricordo estatico in estasi per un ricordo incarnato pallido incarnato apparenza terribile lucente sintetica apparirà intraprendente lemma silente lemma silente tepore cielo rivelazione velo velo sospeso inquietudine dimessa cupa nostalgica mutamento mutamento della pioggia apparenza apparire furiosa furiosa tutta smorta cofanetto pensieri fughe fughe astrali bilocazione bilocazione temporale bilocazione cognitiva cuore indelebile cuore indelebile su carta tracciato dolce bocciolo silvano silvano anfratti bocciolo cirro assiro cirro assiro madore corpo sigillato sigillo marmorizzare capelli furenti fgossilizziamoci fossilizzarsi sublimazione animosa memorie oscure dialogo notturno immago a tarda sera intorpidito da te gelido cobalto apprenza terribile e lucente apparirà lemma silente ricordo fulmineo fede notturna sonnambula silvana fuga berecintia bercyntia berecinthia berecinzia acacia bercynthia nube d'assenzio forme perfette si dipinge lo spettro della vita venuta di mille colori esplosi realtà bianca realtà pura capelli di rame cenni perversi mensa del sapere generalessa dominatrice del sussulto dominatrice del canto fonte dei desideri fiato gelato segnali occulti tra i righi chiavi sincronizzate nel sigillo trastulli artistici leccornie d'incenso folle ardito sbarco verbo muto aura alle spalle violaceo riflesso fede giulivo tragico incanto falco cinque sostanze unica barriera di forza uno invisibile diviene percepibile un visibile ali spezzate amore eterno annebbiato arcobaleno baci corpo bohemiens bordature viola braccialetto brilla brulicare tra rovine candido cuore giovanni di rubba carezza la pelle carpe diem circolo ondulatorio come sopra così sotto corde vocali correnti cose mai dette creare increato di diamanti dimenticanze dolce fenice filtro di luce flusso di ricordi fonte blu cobalto forza animale fuochi accesi fuoco e argento giovanni guanciale infiniti smalti vitali infinito inimmaginabile luce tiepida luna pallida mano nella mano mari lontani movimenti lenti mutamento repentino nasce dal nulla non sola oggetto fisso parole penombra porre in essere puro sentimento quam minimum credula postero rimembranza rive calde rive del nostro mondo rubba sabbia tra i capelli senza remissioni serpente sfinita silenzio sincerità ineluttabile smalto soffice soffici stelle soffitto di silicio sole sottile spirito dà corpo al pensiero strano desiderio striscianti tardi temperatura corpo testa Traversare urlo notturno urlo sino a tardi urlo sordo urlo tardivo vela schiumosa vento vero spirito vestito vivide alternanze zigomi crescendo rossini paganini mistero orfico egizio nilo verbo muta muto respiro muto sospiro anima vioola riflesso violaceo assenzio

permalink | inviato da Dichter il 31/10/2015 alle 11:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

16 settembre 2015

Tacita amata

           

Tacita amata

splendente tra faville ebenacee

dei miei fiati spenti,

che bestiola dolce

sei a me lontana

e sognata,

frutto dei ricordi

che non furon mai

tra la tua pelle soffice

e di dolce ammanto

immago superba

del tuo corpo che luccica tenue

e degli occhi

che per l’incanto

e il sortire

del Fato

all’alma mia reimpairano

fulminee saette;

 

cade di mano

il verace appoggio

e vacilla lo spirito

innanzi la tua essenza.

 

Sei così,

spettacolo del firmamento

allo sguardo deciso

che talor ravviva

e talor

con stessa mano,

ferrea moneta,

dal ristoro e per esso

ambito

muore di  grazia.

 

E ti penso,

tutta ardita,

quando come fluido

canto

fugge tra carri

di mimetiche fughe

e sintesi astruse

ed è la balza sonora

del rimando vocale

che più agguerrita mi assale

 

e ti penso

carina,

 

tutta diletta tra oscuri silenzi

e indifferente riguardo

di chi pensa quando

c’è e dimentica in assenza,

 

ed il mio volto il tuo

invece

contempla estasiato in tua apparenza

ricorda indomito quando apparente

è solo effige lontana

ma vividamente impressa.

 

Tra balze scoscese

e madrigali spogli

 

il tuo manto è stupendo

come se fosse di trapunta il firmamento

e se fosse di gioia il sonno

e ragione

ed ogni umana azione

anzi la mia,

 

verde tra viole sperdute

di giardini e di canti

a sponda di fiume

del canto disilluso

ed inutile

dell’amor che brama bellezza

impressa in un istante

manifesto ed essente

sul tuo corpo lucente.

 

Piange ancora il mio spirito

al desio impossibile

di te riflessa,

 

ed alla sonata fatta di riso

e di silenzio,

 

perso,

perso

e ti penso.

 

Sei bella d’incanto

nella tua colloquiale

quotidianità

della voce mancante

il respiro,

 

alati furori

di ogni canzon riflesso

e dell’orionica cassiopea danzante

al trottare del sole aprico

nella notte che scolora

su mesta tua arsura.

 

Ed io solingo

e muto,

ti penso,

ti penso.

 

Quando la notte ancor più calda

non schiarisce il tedio

nemmanco ad una frescura

ricercata,

quale viandante sperso nel deserto

alla tua vista,

oasi dilettosa e ambita,

e più si disseta

e più traccia leggi

fulminee

e labili, flebili,

sfuggenti

tra le dita

tenui

dirette alla bocca

che mai si disseta

mancando i tuoi baci

al giovial ristoro

ed è Acheronte

il corso

e non lezioso Eufrate

né altro corso magico edenico;

 

ed anche come il naufrago

in naufragio atroce

di mar gran oceano

non atlantico

e dal nome infame

ed ossimorico

come tempestoso al grido

di marosi

ed acque mai chete

s’avvolge, avviluppa, e in groppa

alla corrente

sommerso è da tal mole

di salmastra acqua

che lacustre le pare

più che grandiosa

ma che grandiosamente

lo sovrasta

e s’immerge

ed è continuamente

alla deriva andando

e sempre più ne è immerso

più risale

e più tortura

immane riceve

che al portator umano

del lume divino,

tal son anch’io

al tuo pensiero

tutto di te immerso

e tutto di te senza

porto sicuro alcuno,

 

e tu tanto possente

che mi avvolgi a tua volta

e mi avviluppi

e mi sommergi

ma è ricordo e rimembranza

e a ciò perciò più doloroso

che l’averti

quotidiana accanto,

 

o come il pensier

l’insonne notte

invade

me dunque!

 

E ti penso,

ti penso.

 

Ti penso anche alla luce dell’aurora

con castelli rabbiosi

e rabbiose prove,

 

anche al mattino,

mattutino,

laudi

e vespri

ed ogni sonno

vetusto

sei tu

ed ogni amata antica

da te occultata,

 

capretta boschiva,

docile furente

mia perduta

anche al desio.

 

E disio mai spento

sempre tormenta.

 

E ti penso,

ti penso.

 

A me non concederà

forse

né Fato né a suo comand le Parche

il cuore tuo

se pur il mio

è tutto già tuo,

 

e la soavità del mio pensiero

per quanto tendente

ad un nulla che in sé dilegua

ogni speme

ed ogni

misericordia

e tenue

ma terribile

nell’abisso mi trasporta

nel tartaro mi alloca

io il tuo volto sogno

e ti penso,

io il tuo volto

pongo al centro

d’universo,

come empedocleo romore

tutto scuote

il mio dorso

ed il brivido è tempesta

e mesta sei tu,

 

essenza stupenda

e irraggiungibile

ed impossibile.

 

E tutto turbato resto,

dolce,

dolcezza

ti penso,

 

volgesse

magari il mio misero esistere

a te,

arcana astrale arcadica.

 

Sarà concessa, per virtù

di cavaliere eroico

di lotta persa

e combattuta a corpo

e a sangue tra marette

contro il fuggir delle moderne

e terribili social saette,

o per la mia musica

stolta e stonata

o per la lira, l’arpa,

la solitudo,

la voce mia rotta

(la tua che tanto è bella

e tanto resta impressa

nella mente come suono che risona

e tutto

l’universo sprona

e dirige,

anima potentissima

che il cor trafigge)

o per silenzi

-sua altissima regale apparenza?

 

Pensami

io ti penso,

ti penso.

 

Un giorno, se concessomi rivederti

anche solo

per saperti

sempre mai più caduca

nel mio mondo corporal

realtà reale

che caduco si allarma

e scorre

in riservato

ruscello

ove ti sogno,

in chiara fonte

dissetarmi

e in porto sicuro rifugiarmi

e in rottura d’equilibrio universale

ricompormi,

 

solo la tua vista

somma mia dolce

somma mia dolce,

 

ti penso,

ti penso.

 

In disparte ti penso

e sai che non ti scordo

e se non sai

tel dico

perché l’ultimo mio lamento

sia di gioia,

e seppur tutto scosso,

assetato,

sperso,

possan le tue braccia

stringere al cuore

l’ultimo inutile e silente

fante sperso

di questo folle amore.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. tacita amata tacita amata ebenacee splendente faville fiati spenti bestiola dolce lontana sognata pelle soffice ammanto immago superba luccica luccichio corporale sogno desto sortire fato incanto parche filan reimpaira reimpairano fulminee saette sociali societarie spoglie adorne verace apoggio vacilla principessa diletta spettacolo firmamento sguardo deciso moneta ferrea fluido canto stonato sonata sonato spasmo tartaro abisso bolgia balza scoscende penso ti penso sintesi astruse rimando vocale assale agguerrita assenza dimentica presenza turbamento contempla contemplazione volto empedocle empedoclea empedoclea distanza romore effige madrigali spogli manto trapunta firmamento carro alato motore indice turbato eraclitea arsura tenue frescura arde schiarisce traluce naufrago viandante deserto oasi diletta verde viola viole sperdute disilluso orionica cassiopea danzante sole trottare aprico scolora mesta mestura solingo muto muta fulminee labili flebili sabbia acheronte eufrate edenico fiume lezioso miele fiele naufragio atroce ossimorico infame grido nome avvolge avviluppa groppa naufrago alla deriva andando salmastra lacustre lume divino misericordioso porto sicuro ricordo rimembranza luce aurora castelli rabbia rabbiosi mattutino laudi vespri amata vetusta antica occultata capretta boschiva brivido dorso dorsale arcana astrale arcadica solitudo voce rotta universo regale apparenza fante sperso amore folle

permalink | inviato da Dichter il 16/9/2015 alle 18:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

12 agosto 2015

L'imperatrice

           

Plasma un destriero indomito
da auriga folle,
da corsaro suadente
di flutti scossi
dalle redini turbate

Gli occhi speculari
di metilene
nella mente di siriaci
dalle grazie celtiche
prostrate al vento
e in panistica unità
con la natura

In selve distorte
tra laghi di immane
gaudio
riposa il tuo velo sospeso:
eternità di roccia
silicio effimero
ma possente

Nella radura la tua gemma
al collo
verde d'assenzio
e variopinta di smeraldi
come calice goduto
come piattaforma di pensiero
fugace

I Fenici
scaltri
tra le rovine di Tebe
e tu in trono
nel firmamento austero
di sogni diurni
di paste statiche
e leziose
come miele,
dolce fiele
negli assedi,
ventura dei portenti,
gioia dei nemici,
emblema della celere
battaglia

In un dissipare di luci
e in un sormontante anelito
dimesso
da soave spuma marina
o da effige divina
numismatica
sorta
trapassata
come liquame
anzi vapore
tra le pareti
umido delle scale
odore incantevole della pioggia

I templi
eretti per te
mistero delle immagini
infinite
di un così vasto ardore
che invade gli animi

Lo spirito
che giace sovrano
sul tuo corpo
carezza le spalle
inumidisce i capelli
dà madore alla pelle

Tu
incauta folla di stupore
ondaccolo della luce
intorpidito bastione
di stratagemmi bellici

Per te le forze cosmiche
lottano
e ai tuoi piedi
l'ultimo anelito cedono

Tu sola collo sguardo
incanti i viaggiatori stanchi
dall'assedio pittoresco

Immergi dentro te
e esponi declinando
con tre parole
l'umanità intera

Dialettica degli opposti,
punto d'armonia assoluta,
il verbo si arresta
dinanzi al tuo apparire

Ma non vive
il tuo respiro
tra spasimi incessanti
di una vittoria
delle foglie incaute
sulle piante

La clorofilla di te
ti dà la forza
di anguste intromissioni
tra quel che è vero
e quello ormai silente

Genesi effimera del volto
lo sguardo intermittente
di te stessa
rivolto verso candidi pensieri
e impure come ieri
le giornate

Bisognerebbe avere la passione
di dire cose da
bestiole che
in te trovano riposo
in te trovano ristoro
nel muover delle mani si stupiscono
ed estroverse si smarriscono

Per conquistarti un soldato
avrebbe invaso
l'Egitto in un attimo svogliato
crollando Alessandria ai suoi piedi
in vana voglia
coi libri intrepidi tra le rive
auguste di potenza
del Nilo trasmigrato in Stige nubiloso

Ma poi il combattente
slegando i lacci del mantello
perdendo la croce e il suo cappello
distrutto ai tuoi piedi
pel rifiuto

L'imperatrice sei tu
io te lo sussurro
sfogliando il volume
sul Volturno
in una piazza incauta del mistero
che la costellazione col tuo nome
cede a Mercurio

E per conquistarti
un alchimista dorato
si è venduto
l'alambicco ed il suo stato
sguazzando nel protocollo di Bisanzio
e giocandosi i tarocchi senza sosta
e senza la tua effige

Sei tu l'Imperatrice
di quelle terre indoeuropee
della tundra sterminata
della scalata verso
il Mare Nostrum

La mappa mostra il tabernacolo
l'alchimista la sfoglia e non ti trova
ti perde nella pietra mistica
nella battaglia di Lepanto

Dov'è il tuo trono e la corona
se s'inchinano i condottieri e i maghi
non senti nelle vene il marchingegno
divino

E capisci ciò che forse non hai letto
e sospendi ciò che forse
non ti sei chiesta
nove gradi nel pianeta ascendente
sul tuo Liocorno


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Plasmare plasmare il divino occhi divini destriero indomito auriga folle platonico dissenso corsaro suadente redini turbate prosa lirica occhi speculari occhi di metilene frammento etereo cobalto cuore siriaci scaltri rovine di tebe battaglia di lepanto grazia celtica siriaci celti panistica unità panismo natura somma selve distorte laghi di gaudio immane gaudio velo sospeso imperatrice tarocchi assonanza mistica eternità di roccia roccia eterna silicio effimero silicio possente spiagge perdute strade perdute lacustre ingegno volume volturno gemma al collo assenzio possente assenzio smeraldi variopinta agghindata di sole pallida luna sentimento eterno calice goduto giovanni di rubba calice infinito viola del pensiero smalto lilla fenici scaltri firmamento austero sogni diurni paste statiche comincia l’infinito miele lezioso dolce fiele fiele ventura dei portenti emblema celere battaglia luci dissipate dissipare di luci anelito dimesso anelito del mare riattraversare il mare soave spuma marina spuma marina numismatica numismatica trasparenza effige divina effige numismatica liquame vapore umido delle scale odore della pioggia incanto odore incantevole della pioggia templi eretti mater magister magus mistero immagini immagini infinite spirito sovrano spirito giace sovrano logos stanziale logos carezza pelle madore carezza spalle inumidisce capelli brigith brigit brigida incauta folla incauta folla di stupore ondaccolo della luce ondaccolo respiro assente ondaccolo dei vini bastione bastione intorpidito stratagemmi bellici forze cosmiche ai piedi del divino l’ultimo anelito cedere viaggiatori stanchi cavaliere errante assedio pittoresco tre parole unità intera umanità intera essere l’essente in sé vissuto dialettica degli opposti dialettica etimologica punto d’armonia punto d’assoluto punto d’armonia assoluto verbo apparenza verbo si arresta in manifestazione verbo si arresta innanzi il tuo apparire furiosa estasi del ricordo sezione aurea centro scindibile spasimi incessanti clorofilla nelle vene foglie incaute anguste intromissioni tra vero e silente genesi effimera genesi del volto sguardo intermittente 4 settembre candidi pensieri impuri ossimorica dialettica dialettica scarna sublimata muovere le mani estroverse smarrite questioni dialettiche nilo trasmigrare stige nubiloso nubiloso stige acheronte lacci del mantello alambicco stato chimico status piazza incauta incauto mistero piazza incauta del mistero costellazione col tuo nome mercurio hermes ermes cassiopea protocollo di bisanzio terre indoeuropee tabernacolo tabernacolo mondo cartina tundra sterminata mare nostrum mar baltico achille pelide beowulf pietra mistica condottieri maghi marchingegno divino timido bardo annova nove gradi pianeta ascendente liocorno sospiro assoluto sospiro d’assoluto punto indivisibile eterno assoluto mutevolezza dialettica respiro soffice fedeli d’amore stasi mistica contemplazione amplettica amplettica divino delle cose divino nelle cose trinità duale

permalink | inviato da Dichter il 12/8/2015 alle 17:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
ottobre        febbraio