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Viaggio astrale in riflesso di tempesta stellare

           

NR YH 'BTRŠŠ W
GRŠ H 'A B ŠRDN Š
LM H 'A ŠL M SB'A
M LKT NRN L BN NGR LPHSY.

Alito inesperto
sul ripiano al furor del vento.

Urla arcaiche balestrali,
muschio, inebriamento astrale,
viaggio selenico e segugio
intarsiato nel metallo
a forma aguzza, dente felino.

È sulla spiaggia l'attesa.

PDN L'ŠMNMLQR
L'DN L'Š R ' ZP'L'Š
MN'B BN'BD MNB
N'BDTWYN BN HY
D RY BN BDGD
BN D'MLK BN H'B KŠ M'QL DBR Y.

Progresso progressive,
clastico calcareo anacronistico
nel proiettare immagini violette.

Paradigmatico l'incrocio
complesso ed epocale come adesso,
epica scissione psichica
della realtà sensibile
da quella intellegibile,
uniformità teorica
e superamento del quantico
e del relativo
nel flusso energetico imposizionato
ed ultratopico
presso l'orizzonte degli eventi
inaspettati,
violate leggi paradossali,
occhio di Ra,
ricordo, negativo parallelo,
animosa penetrazione divina
nella cordiale visita elettrica
della memoria,
inspiegabile è dir poco,
piuttosto inquantificabile
ma intuibile con successo scarso,
causalità invertita
l'accidente,
l'effetto genera la causa
ed il futuro modella il passato
refrattario e con geroglifico
sistema iconoclastico e binario,
intelletto artificiale.

Fuochi accesi ed intrapresi
rodono il fegato accostati
ad appostamenti di relitti sprofondati,
lo spirito aleggiava sulle acque,
le nozze bigotte proposte
e rimarcate deludenti
pretese violate,
la conoscenza civile
ostracismo dell'ardire,
domina da anni
la lotta darwiniana
senza genetica e malthiana,
non è follia
è semplicemente sbagliata.

Il bicchiere si ricompone dai cocci.
Resta tutto normale.

Viviamo dal principio
il circuito serpentino illuminato
avulso a senso spaziale,
parascrittura inusuale
del logos stanziale,
Dioniso umano morto e risorto,
mito caananeo.

Rifiuto usurpazione.

Ellittica trasmissione.
Velivoli d'oro,
argento dei bastoni,
navetta in terracotta.

 Brucia Tiro,
fiamme e mare eroico,
le arpe e la musica contemporanea
ha da sé, base di vermi,
base di vermi,
ha attratto a sé, base di vermi.

Non voltarti.

Sgancia intatto una miscela il Fato,
dacci forma, urla isteriche,
ossessioni, precisioni,
il risultato mina basi, basi di vermi,
cambieranno tempi e leggi.

Scelta Pallade alla luce del mattino,
scelta furba tra le greggi,
oggetto del declino, frastuono,
armamentario scarno,
mistico volteggiamento, pendente,
non si muove, non si muove,
spazio diagonale,
la via più lunga per l'oriente,
la via più breve cerca il vero,
scinde il quark pusillanime,
tra i Gesuiti il fisico,
lingotti,
liste destre, sinistre,
guarda in alto la virilità,
robotica, cibernetica, androide,
tridimensionale,
ologrammatica imperfetta,
l'ecosistema non si conserva,
termodinamica sbiadita
e tramontana,
quantico aperto,
andaluso passo,
stanza.

Urla da circa
trecento milioni di anni,
spara.

In periferia i barcollamenti,
gli indumenti, stilisti attacchini,
stiliti spazzini, latte, piante,
l'arte, non si finisce,
surrealismo, cerca un blocco,
serpens caput, ophiuchus,
sirpium serpin, canfora,
truce struscio vorticoso.

Ecco ipnotiche soluzioni
per sopire dall'esterno
un vuoto interiore,
maggiore il magone invernale,
tremo alle ginocchia
ai passi felpati cari, unanimi,
incolore, inodore, psichedelici,
stimolanti maggiori,
macchie lasciate a caso sul pentagramma,
base, falsetto, reverse,
sintetizzatore proteico sonoro.

Venere nel nautico imbroglio
trasmutato Baal in Crono,
il signore dei signori
reso accadico tempo trascorso
non a caso e sferico
da quattro punti concisi dialettici
ed intensi.

Sogno, sogno.

Ricerca amore,
ricerca del vero amore interiore,
ricerca in contemplazione,
canto dinanzi al volto divino
ed unico e trino, mistero egizio,
rito ittita, dominazione assira,
Tiro brucia ancora,
le arpe, le arpe, perdute,
perduti gli accordi coordinati,
ritmici, abbellimenti,
legali legati in rappresentanza.

Dall'età non c'è più crudeltà
nella pietà,
ecco il punto,
ancora tu.

Tre fiumi incrociati
nel giardino perduto.

Eccoci di ritorno
a lampioni spenti in periferie
inviolate da atteggiamenti
impulsivi e distratti
dal via vai dei gatti.

L'occhio di Ra,
l'occhio di Ra.

Pubblicato il 10/7/2015 alle 10.31 nella rubrica diario.

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